Quello che leggo (e presento): Naila di Mondo9

Se avete letto il mio post precedente, saprete che tra il 21 e il 23 giugno ho partecipato nella doppia veste di presentato e presentatore al festival Inchiostro, organizzato a Crema dal mio amico Lorenzo Sartori.

Tra le tante attività piacevoli, che comprendevano anche una discreta quantità di birra, ho avuto anche l’onore di co-condurre, assieme a Francesca Caldiani, la presentazione che Dario Tonani ha fatto della sua ultima fatica letteraria: Naila di Mondo9.

La copertina di Naila di Mondo 9

Naila è uno di quei libri che ti restano dentro per l’ambientazione: polverosa, cattiva, feroce; Mondo9 è quasi un personaggio del libro, dotato di vita propria e desideroso di ucciderti. Come ho detto a Dario durante la presentazione: leggendo Naila di Mondo9 senti caldo, e sete, e hai un fortissimo desiderio di toccare l’acqua, lavarti le mani.

Naila di Mondo9 è però anche tanto altro, e parlarne con l’autore è un’occasione incredibile per “entrare” ancor più nel romanzo, coglierne aspetti che ti erano sfuggiti, apprezzare le sfumature e, perché no, scoprire anche alcuni dei segreti che ogni autore ha riguardo il suo processo creativo.

Ho così percepito in modo ancora più forte la sensibilità di Dario, il desiderio di comunicare più che una storia appassionante, l’attenzione per l’universo femminile e il “coraggio” che ha avuto, in un mondo prettamente maschile come quello della fantascienza italiana, di creare un protagonista donna al comando di una nave donna in un mondo governato solo da uomini.

Naila diventa quindi un simbolo, un esempio per le donne e un monito per gli uomini e il romanzo di Dario rappresenta uno di quei libri speciali che, oltre ad appassionare, hanno il gran dono di veicolare dei valori importanti.

Come amo spesso dire, la fantascienza è un ottimo modo per parlare del presente e del nostro mondo, e l’opera di Dario ne è un chiaro esempio.

Se volete vedere qualche foto della presentazione, la galleria è qui sotto.

Quello che leggo: Quarantine di Greg Egan

Ho appena finito Quarantine di Greg Egan, e preso dalla foga ne ho scritto di getto una recensione su Goodreads

È un libro che ho faticato a concludere, non perché sia mal scritto, tutt’altro, ma perché è denso: ci sono talmente tanti concetti, tante idee e trovate che non si presta a una lettura serale semi-attenta, ma richiede una dedizione profonda da parte del lettore. E poi tratta uno degli argomenti che mi fanno più intrippare.

L’inizio è da noir cyberpunk canonico: investigatore, nanotecnologie, modifiche del corpo umano, atmosfera cupa… poi però Greg cala i carichi pesanti, senza preavviso: la “bolla” (non voglio spoilerare) e, soprattutto, uno sbrodolamento info quantistico sull’interpretazione del collasso della funzione d’onda che mi ha fatto andare fuori di testa.


Dopo la frase scritta sopra dovrei aver perso circa il 94% dei lettori, ora mi impegnerò a lasciare per strada gli altri.

Il fatto è che ho studiato scienza dei materiali e qualcosa di fisica me la ricordo e quando qualcuno in un libro butta dentro la teoria dei quanti vado in brodo di giuggiole; se poi tocca l’argomento ontologico, le possibili interpretazioni della meccanica quantistica, beh, mi ha conquistato. Ci ho pure scritto un articolo, se volete leggerlo è qui.

In Quarantine, Egan fa proprio questo: dà una risposta alla domanda che da sempre arrovella il cervello degli scrittori:

cos’è là realtà? E, di conseguenza: cosa siamo noi?

E la risposta è, come Schrödinger insegna, allo stesso semplice e complicata:

Siamo macchine per il collasso della funzione d’onda.

A questo punto dovrei aver perso tutti i lettori restanti.

Se invece siete arrivati fin qui vuol dire che il discorso vi appassiona, quindi vi consiglio di recuperare il romanzo di Egan e leggervelo, non sarà un’impresa facilissima ma ne varrà la pena.
(Io l’ho letto su Kindle in inglese, so che esiste una traduzione italiana dal titolo La terra moltiplicata, ma credo si trovi ormai solo in qualche mercatino.

Cervelli in una vasca

Cervello in una vasac

Oggi ho iniziato una nuova collaborazione con gli amici di Italian Directory: niente racconti questa volta, anche se ne scriverò altri del ciclo dei proverbi, ma articoli, brevi saggi su un tema a me caro: il rapporto tra la letteratura e le opere di finzione in genere, e la scienza. In particolare, in questa serie di articoli, commenterò alcune fra le più recenti scoperte scientifiche e tecnologiche rapportandole a quello che la fantascienza ha descritto degli stessi argomenti.

la relazione fra scienza e fantascienza è sempre stata molto stretta: spesso gli scrittori hanno anticipato scoperte avvenute anche molti anni dopo, ma con altrettanta frequenza è accaduto il contrario: nuove teorie scientifiche e ritrovati tecnologici sono serviti da spunto per realizzare romanzi, fumetti e film.

L’influenza della fantascienza però si estende anche in altri campi del sapere umano, come per esempio nella filosofia; in questo primo articolo, Viviamo in una simulazione? scrivo anche di questo, cioè delle implicazioni filosofiche della cosiddetta ipotesi della simulazione, la teoria secondo cui la nostra realtà e tutto l’universo in cui viviamo non sono altro che una sofisticatissima simulazione creata da un computer ultrapotente.

In questo post non vi rovinerò la sorpresa anticipandovi quello che c’è nell’articolo – altrimenti che l’avrei scritto a fare? – però vorrei aggiungere qualcosa, citandovi in ordine sparso qualcuna delle opere di finzione che mi hanno stimolato nella scrittura. Non sono tutte e non tutte trattano il concetto di simulazione in senso stretto, ma in qualche modo sono collegate alla domanda: cos’è la realtà?

Se volte suggerirne altre, sotto coi commenti!

Libri

Philip K. Dick – Labirinto di Morte

Philip K. Dick – Tempo fuor di sesto

Ernest Kline – Ready, Player One

Film e animazione

Matrix (solo il primo però, gli altri fanno schifo)

EXistenZ

The Truman Show

Inception

Sword Art Online

Musica

Muse – Simulation Theory